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set 25

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Rewoolution Summer Raid – 22-23 settembre – Report

Finalmente è sabato il giorno della gara. La tensione si respira nell’aria… Il nervosismo serpeggia tra le squadre…. Facce tirate, sguardi obliqui… E poi comincia il toto-materiale. Chi ha un telo termico in più? Parte la scalata con un sentiero VERTICALE che ci porta in poco tempo a raggiungere almeno i primi 500 dei 2000 metri che dobbiamo scalare. Si si ho detto proprio scalare. Perché se i primi 500 metri sono verticali, beh almeno quelli erano su sentiero! I successivi 250 sono davvero davvero duri e puri.
SENZA ROTELLE by sPaM
INTRO

Fare i raid è praticamente uguale ad andare in canoa. O comunque la logistica che li caratterizza è del tutto simile a quella canoistica. Oppure amici siamo noi che siamo destabilizzanti (il che nel mio caso è un termine appropriato dato lo scarso equilibrio che mi caratterizza).

LA SETTIMANA DI AVVICINAMENTO
Avevo sentito parlare di Torbole (da non confondersi con Sorbole, che oltre ad essere un’esclamazione bolognese, è anche il frutto dell’albero sorbo) un mesetto fa dalla Fede che ne parlava con entusiasmo e poi dalla Sabri che mi aveva chiesto di fare squadra femminile. Avevo rimosso, dato che il week end della gara avrebbe dovuto esserci il corso di canoa. Ma poi i soliti piani caserecci del Mulino Bianco, hanno finito per rimescolare le carte. Sicchè mi ritrovo sabato scorso alla grigliata del KTT con tutti in fermento per il raid di questa settimana. Solo che com’è ovvio le squadre erano già tutte formate. Vai a trovare altre due mele marce che siano rimaste fuori dal cesto…

DOMENICA
Ma in un attimo di tam tam informatico mi arriva la segnalazione di un Alex che cerca compagni per Torbole. Mando un messaggio domenica e lui mi risponde perfetto che ci iscriviamo, c’è anche il Giò.

LUNEDI
Dunque lun dopo un fitto scambio di mail ci accordiamo per iscriverci l’indomani.

MARTEDI’
Alex prende in mano la situazione e martedì (3 giorni prima della gara) ci iscrive.

MERCOLEDI’
Il mercoledì sono in riunione plenaria per 9 ore e noto che sul mio cellulare privato piovono chiamate insistenti da un numero che non conosco. Alla 4′ chiamata decido di rispondere: -ah si buonasera siamo della Rewoolution raid, volevamo dirvi che non possiamo accettare la vostra iscrizione perché ci sono troppe squadre e voi siete gli ultimi iscritti -. Non potendo assolutamente parlare ed essendo colta di sorpresa rispondo solo –ah va bene, grazie-. Ma ho l’accortezza di mandare un messaggio ad Alex, Sabri e Fede per avvisarli. Nel frattempo rispondo ad un invito per l’austria nel week end dato che giammai passerò un week end in città! Da qui com’è come non è potenze oscure muovono le loro pedine (!) e si susseguono notizie flash, come gli acquazzoni, mail incasinate che manco il sudoku, messaggi criptici che sembrava Radio Londra nel ’44. Comincio a non capirci più niente. Nel dubbio preparo la borsa della canoa per il week end.

GIOVEDI
Giovedì ricevo una chiamata alle 9 che mi conferma –tutto a posto, siete iscritti!
Abbiamo quindi tutto il tempo (!) per organizzare il materiale e il trasporto verso il lago di Garda. Non mi soffermo su chi porta cosa (kit di pronto soccorso, telo termico, bussola, anabolizzanti, anfetamine, cibo, birra, sacchi di yuta, libri di orientamento…).

VENERDI’
Decido democraticamente di trovarci tutti ad agrate brianza verso le 8 dell’indomani. Alle 8,002 (centesimi di secondo esatto), arrivano la Sara e la Sabri (d’altra parte si dice puntuale come un orologio svizzero, o no??), subito dopo Alex, poi la Fede compagna di squadra di Sara e Sabri. Alle 7,45 chiama Andre per dire che loro stanno caricando ora a turbigo. Il nonno e i brianzoli vai a sapere dove sono, del maccia e del rouge si sono perse le tracce.

LA CENA
Ma in questi casi c’è un’unica certezza: i canoisti si fermano SEMPRE a mangiare al primo autogril. E’ matematico. Una legge fisica, come la forza di gravità. E di fatti non sono ancora le 9 che siamo tutti spaparanzati a cenare insieme!! Dopo uno spuntino leggero (!) si parte per il lago in carovana. Si arriva ad un orario anche decente…

LA NOTTE DEL VENERDI’
…ma perdiamo 4 o 5 ore di fusorario a decidere dove dormire. Il parcheggio comunale di torbole con grossi cartelli di divieto di campeggio e un andirivieni di coppiette, non sembra adatto. Scatta il piano b: una terrazza panoramica in un posto isolato con erbetta da campo da golf di cui si ricordava il Marcio. Senonchè arrivati in loco ci avevano costruito un bar e asfaltato la piana.
Nel tentativo di trovare un luogo appartato per fare acqua, noto un pianoro pianeggiante a ridosso di un muretto. E’ fatta. Alex su montiamo la tenda. Ehm…la tenda però è rimasta in Svizzera! Chi ben comincia è a metà dell’opera. Nonostante la tarda ora tento invano di raggiungere il Giò per dirgli di recuperare una tenda assolutamente che siamo rimasti senza.
Vabbè gentilmente i nostri avversari ci offrono ospitalità (Andre grazie. Ricorda: è solo per questo che ti abbiamo lasciato arrivare davanti!!!! Ihihiiii!!).

SABATO
Finalmente è sabato il giorno della gara. La tensione si respira nell’aria… Il nervosismo serpeggia tra le squadre…. Facce tirate, sguardi obliqui… E poi comincia il toto-materiale. Chi ha un telo termico in più? Un paio di mutande di scorta? Credo che il fondo si sia raggiunto con la mia supplica alla Fede Friz di imprestarmi le scarpe… E siccome la vita è un puzzle, ho finito per dare le mie al Giò che era in infradito.
La partenza è fissata per le due e l’attesa è logorante, nonché ricca di colpi di scena. Quando ormai già le borse di tutti i concorrenti erano state portate via, la Fede del team rosa Sara-Sabri…. SI RITIRA!! No dico ma stiamo scherzando????? No no, è proprio così. Inutilmente si tenta di farla tornare in sé e di farla rimanere. E’ tutto vano. Non giudico poiché so bene che certi errori (!) si fanno anche più di una volta nella vita.
Sara e Sabri ovviamente col cavolo che si ritirano!!! e vengono comunque accettate fuori gara ( e che gara che si fanno amici!).

LA GARA
Alle due affumicati ed eccitati come  anguille elettriche, partiamo alla bersagliera!! Alle 14:02 abbiamo già perso TUTTE LE NOSTRE squadre. E si che la strada sembrava una.  Invece evidentemente era una e trina.
Parte la scalata con un sentiero VERTICALE che ci porta in poco tempo a raggiungere almeno i primi 500 dei 2000 metri che dobbiamo scalare. Si si ho detto proprio scalare. Perché se i primi 500 metri sono verticali, beh almeno quelli erano su sentiero! I successivi 250 sono davvero davvero duri e puri.
Qua comincia a venir fuori l’inequivocabile miscela del mio super team i <Senza Rotelle>: Il giò teme la corsa, io temo la discesa. Alex invece è un trattore. Non teme niente e inoltre gestisce perfettamente l’orientamento! Io e Giò ci guardiamo e spesso ho l’impressione che non sappiamo più nemmeno come ci chiamiamo, mentre Alex racconta aneddoti a tutto spiano come fossimo al bitto a mangiare polenta ai 4 formaggi!! Vabbè in men che non si dica (!) siamo in quota. Fotografiamo tutti i check point. Ridiamo per l’accanimento sclerotico di alcune squadre iper competitive che ci precedono e inveiscono contro l’organizzazione, mentre noi in perfetto stile pizza e fichi, ci fermiamo a fare foto qua e là al panorama meraviglioso che ci circondano. In 3:49 arriviamo al rifugio divertiti e contenti come picciriddi al luna park! Ma soprattutto affamati come orsi bruni (assomigliamo ad orsi bruni anche per il caratteristico odore di selvaggina che le nostre ascelle emanano vaporosamente). In un amen montiamo la nostra tenda. A guardarla da fuori sembra davvero difficile credere ci si possa dormire in tre. Ma il freddo è tale per cui tutto sommato pensiamo che staremo più caldi così.

Mentre ci sediamo al calduccio del rifugio a socializzare con altri riders, arrivano tutti i nostri compagni di merende e così la festa finalmente ha inizio! Siamo 5 squadre, sicuramente il gruppo più numeroso.  Finiamo a bere grappini… (senza sosta) . Finchè è ora di buttarsi giù. Terrorizzati dal freddo ci copriamo come se dovessimo fare un 8000. Dopo un paio d’ore ci svegliamo senza ossigeno in una specie di sauna tropicale!!

DOMENICA
Domenica iniziano le dolenti note… col terrore negli occhi penso ai 2000 metri di dislivello che tocca fare in bici. Sottovalutato la discesa dei primi 100 metri di corsa e mi becco una storta tremenda. Ma penso che il dolore sia nulla rispetto a quello che potrei provare volando con la mia bici per 1800 metri…
Mi dispiaccio molto per i miei compagni riders che praticamente ogni 2 tornanti mi aspettano sorridenti, mentre io sogno solo un paracadute per smetterla di soffrire su quel trabicolo pericolante a due ruote che mi sta sotto il culo!

LA MOUNTAIN BIKE ed IO
Amici, ho deciso: tocca comprare una bici nuova. La voglio incollata al terreno, con le ruote calamitate e i freni a disco. Va bene va bene: senza rotelle però!! Quindi per favore aguzzate la vista e spargete il verbo. Se sentite di un biciclo in vendita fatemi sapere. Ma che sia STABILE mi raccomando. Ah e poi ora ho cominciato ad allenarmi. Si si. Proprio sta mattina (nonostante la pioggia). Ho deciso che non vado mica più a lavoro passando dalla ciclabile. No ma scherziamo?? Ora mi arrampico sui ponteggi e scendo giù in picchiata a volo d’angelo. Passo sugli spigoli dei marciapiedi e faccio 360 sui panettoni dei parcheggi. Serpeggio sui cornicioni delle fermate della metro e scavalco le vecchine usando le macchine che mi precedono come rampa! Gianlu prepara un cambio olio, gomme e freni per la mia bici da passeggio.

CONCLUSIONI
Insomma devo farla breve (!): che figata di week end. Arriviamo ultimi del nostro gruppone ma che bello è stato!! Grazie Alex e Giò per non avermi abbandonata nel bosco tipo pollicino, perché davvero non avrei avuto la più pallida idea di come tornare. Ora lo confesso: nel dubbio, avevo fatto testamento.

Complimenti a tutti i partecipanti: al Gange che c’ha una bici che in confronto la mia è una Ferrari (eppure siete arrivati davanti a noi!!), al Tex che però ha due polpacci motrici che se anche gli avessero dato un triciclo sicuramente avrebbe rischiato la multa per eccesso di velocità. Alla Sabri che MAI MAI MAI si tira indietro!! C’ha le pile duracell all’uranio arricchito sta donna!! Alla Sara che ha fatto mangiare polvere in bici all’Andre, tsè!!! A Marcio e la Fede che hanno primeggiato incoraggiato animato e organizzato 2 giorni spaziali. All’andre che si dice la specialized voglia sponsorizzare nel 2014 (purtroppo andava troppo veloce, non sono sono riusciti a fermarlo per le trattative). Al nonno che non ha versato una goccia di sudore, aveva sempre la faccia fresca come una rosa e ogni tanto gridava frasi sconnesse (-donne è arrivato l’arrotino!). Il Maccia in effetti me lo aspettavo che fosse una belva in salita, ma che il Rouge fosse così potente, mai l’avrei detto (va decantando che quella non sia l’unica sua dote nascosta…)!!! Ovviamente grande anche il Pont col suo super team arrivato secondo dei PRO.Peccato solo che la neve non è acqua non abbia vinto la nuova zelanda. Beh però io ho vinto una borraccia in plastica, volete mettere????
sPaM

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