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nov 28

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Rewoolution Summer Raid – 22-23 settembre – Report Federica Friz

OLYMPUS DIGITAL CAMERATutti pronti davanti allo striscione di partenza. Al terzo sparo si parte… BUM BUM. 5 squadre di amici tra le 53 presenti sono pronte a sfidarsi lungo un percorso composto da 2000 metri di risalita da Torbole alla cima del Baldo il Monte Altissimo poi pernottamento in tenda e l’indomani 5 chilometri di discesa in corsa seguito da 1500 metri di discesa in bici per circa una trentina di chilometri. Poi una calata di una quarantina di metri e infine una prova di orientamento in paese. BUM il terzo sparo. Partiamo di corsa per la foto alla vecchia dogana poi via inizia la salita. Il navigatore di questa gara è Marcello. Ci porta lungo un percorso che già dopo i primi 100 metri voltandomi non c’è più nessuno. Mi domando dove siano le altre squadre e soprattutto se la nostra strada fosse migliore delle altre. Inizio a pensare a usare gambe e braccia per andare in salita. La prova di oggi è quella che mi piace di meno: 2000 metri di salita in montagna. Purtroppo non ho modo di allenarmi molto in salita e d’estate mi sono allenata soprattutto in apnea e kitesurf, che non sono proprio ideali per scalare le montagne. Mi accorgo che invece i miei due compagni sono più allenati di me. I bastoncini mi sembrano mi sembrano più di impaccio che di aiuto, ma capisco anche che devo iniziare a usarli se voglio che le mie gambe arrivino più agilmente in cima. A 30 minuti dalla partenza di sorpresa troviamo la squadra di Sabri e Sara davanti a noi. Procederemo in 5 fino alla vetta. Un errore nella lettura della cartina ci fa perdere una mezz’oretta. Poco male la strade è ritrovata e ci rimettiamo in cammino. Il percorso diventa estremamente impervio: sassi, cespugli, terra, rami… un sentiero che non si vede se non per la segnalazione sui sassi.

Clicca qui per vedere il video Rewoolution Raid Summer 2012

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Dopo un altro paio d’ore sotto al bosco arriviamo nella zona dei prati. Se fino a questo momento il panorama del lago era bello ora è magico. L’erba alta ondeggia al vento; il sole dal colore caldo del tramonto rende i sensi più acuti; gli occhi che spaziano a 360 gradi; il vento sulla faccia; il profumo della montagna che ti riempie a darti energia. Un passo poi un altro, le braccia che spingono sui bastoncini. Dai che ci siamo quasi. Le barrette e i liquidi ingeriti durante la risalita non sono bastati per evitarmi 3 crampi in occasione di 3 sforzi su alcune rocce grosse. Ma ormai ci siamo. Ci fermiamo a fare una foto alle trincee. Rifletto svelta. Vorrei soffermarmi di più, ma i miei compagni si sono già rimessi in marcia verso l’arrivo. Bip bip – il suono sancisce il traguardo della prima giornata.

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Arrivati montiamo subito le tende. Il vento tira forte e a 2000m fa freddo. Noi siamo accaldati, ci infiliamo nelle tende e ci cambiamo. La cena è pronta nel rifugio: tre ore trascorse in allegra compagnia scambiandosi pareri, sensazioni, difficoltà e tattiche di gara, ma soprattutto il piacere di stare in compagnia tra amici che apprezzano le stesse cose: la natura, la sensazione di libertà, il divertimento della sfida. Il vento tira forte tutta la notte, per fortuna la scelta di dove sistemare la tenda si è rivelato perfetto: non un filo di vento.

Ci svegliamo belli riposati, pronti per la partenza. Apprezzo immensamente il minuto di silenzio fatto in partenza in onore dei caduti sulle trincee che erano a qualche metro da noi. Il pensiero che noi siamo lì per divertirci e che 60 anni fa in quelli stessi posti c’erano dei ragazzi come noi che hanno sofferto freddo, fatica e altro mi ha dato un brivido. Ho ringraziato per ciò che stavo vivendo. Ecco il terzo sparo. Partiti, per 5 chilometri si corre in discesa su un sentiero estremamente sconnesso. L’attenzione è tutta rivolta al fondo sconnesso. Appoggiare male il piede vuol dire prendersi una storta che bloccherebbe la squadra. Dopo mezz’ora di discesa appoggio male il piede. Forzare per restare in piedi mi rovinerebbe la caviglia per cui non mi trattengo, cado e rotolo di un paio di metri. Mi alzo e riparto. Arriviamo alla zona cambio con le bici e ripartiamo istantaneamente.

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La nostra tattica di gara si rivelerà vincente: invece di procedere in salita lungo un anello come fa la quasi totalità delle squadre perchè suggerito durante il briefing, ci fiondiamo lungo una strada bianca quasi tutta in discesa che ci permette di arrivare fino alla lanterna senza fatica alla stessa velocità impiegata dai più forti che han fatto il percorso lungo. Che soddisfazione.Procediamo. Davanti a noi c’è un lungo tratto facile: una pista ciclabile che costeggia il bioto po del lago di Loppio che ci porta giù al lago di Garda fino a torbole. Superiamo una decina di squadre, la sensazione è piacevole… sabato eravamo noi un po’ in difficoltà, ma oggi sentiamo di poter fare una bella gara. E’ questo il bello dei raid avventura: fino all’ultimo il risultato può essere ribaltato. La varietà degli sport presenti fanno sì che a volte è più forte una squadra a volte un altra. Oggi tra bici e orientamento ci sentiamo di poter avanzare di posizioni preziose. Lasciamo le bici e ci caliamo da una parete rocciosa di 40 metri.

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Durante questa prova il tempo viene fermato. Ci riposiamo 10 minuti mentre studiamo con attenzione il percorso più rapido per raccogliere le 7 lanterne in paese. Partiamo e subito incrociamo altre squadre. La nostra tattica ancora una volta si rivela vincente. Superiamo altre squadre. Sappiamo di aver scalato parecchie posizioni. Stringiamo i denti e corriamo più che possiamo e finalmente arriviamo al traguardo.

Il raid avventura lascia sempre delle belle sensazioni: l’unione tra i compagni di squadra (Marcello e Andreino), il confronto con le altre squadre e soprattutto quelle nostre amiche, la sensazione di appartenenza alla natura, l’apprezzamento di quello che riesce a fare il nostro corpo e soprattutto la nostra mente.

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In breve: Rewoolution Raid Torbole 2012 – completato. La cosa più divertente? La gara nella gara tra di noi, eravamo in 4 squadre e l’obiettivo era di fare meglio degli altri. Tra l’altro la varietà delle attività ha rovesciato le classifiche di continuo. Lo stato d’animo che meglio descrive la sensazione non è di felicità, ma di divertimento (anche per aver fatto meglio degli altri… non il sabato!). La terribile prova della salita (raga, era la 5° volta che andavo in montagna d’estate negli ultimi 30anni) è stata bilanciata da una bella tattica in mtb il giorno successivo. Mi è piaciuta moltissimo la cena del sabato in cui eravamo tutti intenti a scambiarci sensazioni e pareri in compagnia. Adrenalinica la domenica in cui abbiamo superato parecchie squadre. Divertente essere spesso una squadra da 5. Un grazie ai miei due compagni Marcello e Andreino (anche se in un paio di occasioni ne avrei trasformato uno in rospo). Il piacere di godersi la gara senza leggere la cartina. Un premio alla Sabri per come ha condotto la gara. — Ora la rivincita è aperta. Ci vediamo alla Turbigo Turbo Race del 21 ottobre! Grazie a tutti :-)

Un ringraziamento a tutti gli sponsor:  Rewoolution,  LaSportiva, Windtex, SH Plus, Dryarn, Bee, Marsupio, GZ

Ed ecco il video della gara prodotto da Andrea Colombo

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2 comments

  1. oscar

    Che bello è stato?Ciao all’ anno prox.

    1. admin

      ciao oscar – allora ci vediamo alla TTR del 21 ottobre? C’è un articolo apposito su http://www.m6-sport.com

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